
Giovedì 15 APRILE 2027
h. 20.30
Cinema Teatro Politeama, Pavia
Il primo appuntamento di POLIFONIE è il concerto finale della Masterclass dedicata ai direttori d’orchestra interessati al repertorio moderno e contemporaneo. Il programma scelto per questa edizione riunisce quattro opere che richiedono modi diversi di ascoltare, concertare e guidare un ensemble.
Nel Concerto per nove strumenti op. 24, Anton Webern concentra il discorso musicale in gesti brevi ed essenziali. Le idee passano da uno strumento all’altro e ogni suono acquista rilievo nella costruzione dell’insieme. La varietà dei timbri convive con una struttura di grande rigore, in cui anche i più piccoli dettagli contribuiscono alla forma del brano.
In Kontra-Punkte, Karlheinz Stockhausen parte da una varietà di strumenti, intensità e durate per condurla gradualmente verso una sonorità sempre più unitaria, fino a lasciare il pianoforte solo. La trasformazione avviene lungo l’intero brano: seguirne il percorso significa dare forma ai rapporti tra eventi sonori anche quando cambiano continuamente.
Con Octandre, Edgard Varèse affida a sette strumenti a fiato e al contrabbasso una musica di forte energia espressiva. Nei tre movimenti collegati, linee solistiche, contrasti ritmici e combinazioni timbriche danno vita a un paesaggio sonoro in costante movimento, nel quale il colore degli strumenti diventa parte essenziale della composizione.
Nel Kammerkonzert, György Ligeti riunisce tredici strumentisti, ciascuno trattato come un solista. I quattro movimenti mostrano volti molto diversi della sua scrittura: le linee fitte e intrecciate del primo cedono il passo alla sospensione del secondo, al ritmo quasi meccanico del terzo e all’energia virtuosistica del Presto finale.
Giovedì 29 APRILE 2027
h. 20.30
Cinema Teatro Politeama, Pavia
Il secondo appuntamento di POLIFONIE presenta un’opera multimediale in prima assoluta, affidata a Laura Bersani ai flauti e Andrea Agostini all’elettronica. Al centro della performance c’è l’incontro tra una famiglia di strumenti dalle sonorità sorprendentemente diverse e le possibilità di trasformazione offerte dal suono elettronico.
Dall’incisività luminosa dell’ottavino alla versatilità del flauto traverso, fino ai colori più scuri e avvolgenti del flauto contralto e del flauto basso, i quattro strumenti aprono un’ampia gamma di registri ed espressioni. Il suono può emergere come una linea nitida, farsi soffio, acquistare profondità o confondersi con ciò che lo circonda. L’elettronica può raccoglierne un frammento, prolungarne la risonanza, modificarne la prospettiva e restituirlo all’ascolto in una forma inattesa.
Nell’incontro tra Laura Bersani e Andrea Agostini, queste possibilità diventano materia di un dialogo vivo: il gesto strumentale e la sua elaborazione si avvicinano, si allontanano e si intrecciano. La dimensione visiva partecipa allo stesso percorso, ampliando l’esperienza del pubblico e invitandolo a scoprire nuove relazioni tra suono e immagine.

Nell’incontro tra Laura Bersani e Andrea Agostini, queste possibilità diventano materia di un dialogo vivo: il gesto strumentale e la sua elaborazione si avvicinano, si allontanano e si intrecciano. La dimensione visiva partecipa allo stesso percorso, ampliando l’esperienza del pubblico e invitandolo a scoprire nuove relazioni tra suono e immagine.

Giovedì 13 MAGGIO 2027
h. 20.30
Cinema Teatro Politeama, Pavia
Le scenografie deformate, le prospettive impossibili e le ombre taglienti di Das Cabinet des Dr. Caligari hanno fatto del film di Robert Wiene una delle immagini più riconoscibili del cinema espressionista. In questa sonorizzazione dal vivo, la musica entra nel mondo inquieto del film e ne accompagna il racconto, seguendone i cambiamenti di atmosfera e le tensioni.
Flauto e violino si intrecciano con voce, percussioni, basso elettrico ed elettronica, dando vita a sonorità che possono farsi sottili e sospese oppure acquistare forza e asprezza. Il dialogo tra immagini e musica offre così una nuova occasione per scoprire Caligari: un film muto che, a più di un secolo dalla sua realizzazione, continua a lasciare spazio a nuove interpretazioni.
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